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Musei

Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2014

Museo Diocesano

(Piazza S.Maria Assunta, centro storico. 0773/30312)

La sezione di Sermoneta dedicata al Museo diocesano, inaugurata nel 2003 grazie all’impegno congiunto della Diocesi di Latina, della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Lazio, della Regione Lazio e del comune di Sermoneta; è nata con lo scopo di recuperare e rendere fruibili i dipinti e le suppellettili sacre che fanno parte del patrimonio diocesano e comunale e che provengono da chiese locali non più officiate. Strutturalmente il Museo si presenta suddiviso in due sale in cui oltre ad essere conservati autorevoli affreschi e importanti dipinti è possibile ammirare l’esposizione di una serie di oggetti che rivelano la ricchezza degli arredi sacri della comunità ecclesiale della zona. Nella prima sala, edificata nella prima metà del quattrocento, che originariamente costituiva la Cappella de Ritiis o dei Re Magi, oggi sono conservati alcuni dipinti di grande importanza come la pala di “San Michele Arcangelo che abbatte il demonio” firmata da Francesco da Castello, dipinta intorno al 1590 e proveniente dalla Chiesa di San Michele Arcangelo; dalla medesima chiesa proviene anche la tavola con “L’Incoronazione della Vergine” realizzata dal celebre Girolamo Siciolante intorno al 1570. Esposte nella suddetta sala troviamo altre due opere, la tela con La Vergine, il Bambino ed i santi martiri Stefano e Lorenzo” e quella dell’“Annunciazione”. L’Oratorio dei Battenti che oggi costituisce la seconda sala del museo Diocesano, prese il nome dalla Confraternita dei Battenti e fu edificato solo nel 1499 dopo che quest’ultima ottenne la legittimazione del papa Alessandro VI Borgia. Il compito principale della confraternita era l’espiazione dei peccati, i suoi membri usavano dunque punirsi e flagellarsi con strumenti di tortura; come testimonianza di queste pratiche mortificanti sono i tre flagelli esposti nella sala che ancora oggi conserva un’estesa decorazione di affreschi iconograficamente correlati alla prerogativa penitenziaria della Confraternita. Non si sa con esattezza quale fu la prima decorazione eseguita nella sala, anche perché il primo documento che fa riferimento a questo ciclo di affreschi risale al 1694, anno in cui un notaio sermonetano descrisse i soggetti raffigurati; ad attestare che fra il 1625 ed il 1630 ad affrescare l’oratorio fu Alessandro Melelli sono invece alcuni documenti appartenuti e redatti dalla Confraternita. Tra il 1770 ed il 1771 la sala ormai in pessime condizioni fu però restaurata e interamente riaffrescata da Domenico Fiorentini che ridipinse e mutuò gli stessi soggetti raffigurati precedentemente da Alessandro Melelli. Nell’aula dell’Oratorio oggi sono collocate due tele: “ Madonna con Bambino e Santi” di Odoardo Vicinelli (1683-1755) dipinta nella prima metà del XVIII secolo, proveniente da una cappella della collegiata di Santa Maria Assunta e La Madonna del Rosario ed i santi” dipinta da Giovanni Domenico Fiorentini per la chiesa di San Michele Arcangelo alla fine del ‘700. All’interno della sala è possibile ammirare anche alcuni oggetti sacri d’arredamento, appartenuti alla comunità ecclesiale, tra cui le dalmatiche in damasco di seta e cotone blu, i preziosi calici ed i reliquari settecenteschi, una pisside in argento del 1592 e due piatti per le elemosine in lega di rame; nella medesima stanza sono conservati inoltre due libri liturgici del XV secolo con pagine in pergamena e legatura in cuoio, bronzo e pietre dure.

Museo della Ceramica

(Corso Garibaldi – centro storico. 0773/30312)

Di proprietà comunale è stato istituito nel maggio del 2004, è articolato in tre sale che ripercorrono la produzione della ceramica dalla preistoria al secolo scorso toccando i centri di maggior prestigio come Deruta, Faenza e Viterbo. Il materiale che proviene da donazioni private e dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio comprende vasellame, corredi funerari provenienti dalla necropoli di Caracupa, oggetti votivi in terracotta e laterizi. L’allestimento è essenziale ma consente un’immediata lettura dei reperti attraverso semplici pannelli illustrativi. Apertura: sabato e domenica. Info: 0773/30312 (Pro Loco)

Museo “C’era una volta”

(via della Fortezza – centro storico. 0773/30312)

Istituito nel 2000, comprende sei quadri nei quali sono raffigurati tradizionalmente i cicli della vita locale di un tempo: la raccolta delle olive, la pesca con la bilancia, la masseria e la lavorazione dei formaggi, l’allevamento degli animali, la lavorazione dei campi, lavorazioni artigianali (paglia, legno, pellami, vetro, terracotta), ambienti (piazza dei mercanti, botteghe), scene di vita domestica.

I personaggi sono realizzati a mano e sono dotati di un meccanismo per farli muovere. Gli scenari sono realizzati con vari materiali: sughero, cartapesta, stucchi, gesso, e terrecotte. Il museo, privato, è di proprietà di Daniela Caruso.