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Cittadini illustri

Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2009

Girolamo Siciolante
Nasce a Sermoneta quasi certamente nel 1521. Adolescente viene mandato a Roma dove, presso la bottega di Leonardo da Pistoia, già allievo di Raffaello, inizia il proprio apprendistato. Il Sanzio diventa logico riferimento per il giovane Siciolante che guarda al classico come modello da imitare. Nel 1541, su incarico di Camillo Caetani, signore di Sermoneta, Siciolante realizza il suo primo importante dipinto, la Madonna col Bambino ed i Santi Pietro, Stefano e Giovannino, per l’Abbazia di Valvisciolo, dipinto che oggi si trova nel Castello Caetani di Sermoneta. Nel 1543 incontra Perin del Vaga , suo futuro maestro, e diverse famiglie (come i Farnese a Piacenza e i Malvezzi a Bologna) gli commissionano più lavori. Nel 1550 Bonifacio Caetani commissiona a Siciolante una serie di affreschi – Madonna col Bambino; Scene del Vecchio Testamento; San Girolamo; San Bonaventura – per la Cappella Caetani nella Chiesa di San Giuseppe a Sermoneta, dai quali traspaiono evidenti influssi di matrice michelangiolesca unitamente a quelli di Pierin Del Vaga. Seguono poi numerose commissioni da parte dell’Urbe pontificia e delle più importanti famiglie romane. Girolamo Siciolante muore improvvisamente a Roma nel 1575.

Fabrizio Caroso
carosoNato a Sermoneta nel 1554 circa, fù maestro e trattista di ballo. Iniziò la sua professione percorrendo tutti i gradi di ballerino, teorico “Inventore di scene” e maestro di danza. Ciò gli permise di instaurare rapporti confidenziali con numerose famiglie nobili e con gentildonne e di frequentare le Corti d’Italia (Ferrara-Mantova-Firenze) dove fu ospitato più volte tributandogli stima e consenso. Insegnò nelle Corti d’Europa il ballo e la coreografia ed a testimonianza di quest’ultima il Tasso (che conobbe Caroso a Ferrara) dedicò un sonetto databile tra il 1586 ed il 1590 all’attività dell’insigne coreografo. Caroso lasciò un trattato “Il ballarino”(1581) riedito nel 1600 con nuove musiche sotto il titolo di “Nobiltà di Dame”. E’ morto probabilmente a Roma dopo il 1605.

Lucrezia Borgia (Roma 1480-Ferrara 1519)
borgiaFiglia di Vanozza Caetani e di Rodrigo Borgia, diventato poi Papa Alessandro VI, fu promessa allo spagnolo Don Cesare conte di Aversa, ma poi data in sposa a Giovanni Sforza, signore e vicario della Chiesa per Pesaro, per suggellare l’alleanza con la sua famiglia. Dopo un breve periodo di felice vita coniugale Lucrezia ritornò a Roma e qui, essendo stato, per volontà del Papa, dichiarato nullo il matrimonio, sposò secondo i nuovi disegni del pontefice, Alfonso d’Aragona figlio di Alfonso II Re di Napoli. Alfonso venne strangolato il 18 agosto del 1500. Lucrezia veniva allora data in sposa ad Alfonso d’Este, primogenito del Duca di Ferrara, che dovette, pur riluttante, accettarla. Alla corte estense Lucrezia, che fin qui era stata un docile strumento nelle mani del padre e del fratello, fece dimenticare il suo passato e diventò con la sua bellezza e la sua intelligenza ben presto popolarissima. Disinteressandosi della politica e promovendo invece una fastosa ed intellettuale vita di corte , raccolse attorno a sè uomini tra i più famosi del Rinascimento. Dal 1512 la sua vita, per le sventure che colpiscono lei e la casa ferrarese, si fa più raccolta, passando lunghi periodi in convento a chiedere perdono per i suoi peccati. A 39 anni muore d’aborto. Lucrezia Borgia visse a Sermoneta per un breve periodo alla fine del ‘500. Alla sua complessa figura si sono ispirate parecchie opere d’arte, specie di teatro.

Pietro Pantanelli (1710-1787)
Nato a Sermoneta il 4 gennaio 1710, intraprese la vita ecclesiastica e, per la grande erudizione nelle materie storiche, gli fu attribuita la qualifica di Storico Sermonetano. Fu autore, infatti, dell’importante raccolta “Delle notizie Istoriche appartenenti alla terra di Sermoneta”. L’opera può essere suddivisa in due parti: nella prima l’autore traccia la storia di Sermoneta dalla sua origine al settecento, nella seconda narra il periodo vissuto dallo stesso autore. Muore a Palestrina il 27 aprile 1787.

Antonio Cavallucci (1752-1795)
Nato a Sermoneta il 21 agosto 1752, sin da bambino si dilettava a fissare nelle pagine dei suoi quaderni gli scorci di Sermoneta e i momenti di vita quotidiana dei suoi compaesani. Il Duca Michel Angelo Caetani, per il quale lavorava il padre di Antonio, Bartolomeo, avvio agli studi il piccolo pittore vedendo in lui il germe del genio. Antonio partì, così, per Roma dove studiò con diversi artisti e cominciò a creare le sue prime opere.
Gli furono commissinate numerose opere soprattutto dalla famiglia Caetani pr il loro palazzo in Via Grande delle Botteghe Oscure ed in altri posti di loro proprietà.
Oltre alle molte opere romane, egli ha lasciato suoi lavori anche a Subbiaco, Rieti, Cisterna, Anguillara Sabazia ed in altre città d’Italia.
Si spense a Roma il 18 Novembre 1795.